Creato dai ricercatori il primo universo virtuale realistico

Universo_virtuale

I ricercatori sono riusciti a ricreare, utilizzando una simulazione al computer, il primo universo virtuale realistico, in grado di simulare 13 miliardi di anni di evoluzione cosmica in un cubo di 350 milioni di anni-luce, con una risoluzione senza precedenti.

La grande novità del programma di simulazione “Illustris”, evidenzia Mark Vogelsberger (MIT / Harvard – Smithsonian Center for Astrophysics), che ha condotto il lavoro in collaborazione con i ricercatori dei più prestigiosi Istituti ed enti di ricerca internazionali, è il fatto di essere riusciti a riprodurre l’universo su grande e su piccola scala simultaneamente.

I precedenti tentativi di simulazione del cosmo erano infatti stati ostacolati dalla mancanza di potenza di calcolo e dalla complessità fisica sottostante, oltre che dalla difficoltà data dal poter modellare risposte complesse su temi come la formazione delle stelle e i buchi neri, con il risultato di riproduzioni a bassa risoluzione e concentrate solamente su piccole porzioni di universo.

I risultati ottenuti da “Illustris” e dal suo universo ad “alta fedeltà”, composto da 12 miliardi di “pixel 3-D”, che comprende sia la materia normale che quella oscura, sono stati presentati nel numero dell’8 maggio della rivista Nature.

Il team di ricercatori impegnato nello sviluppo dell’universo virtuale ha impiegato cinque anni per sviluppare il programma ed è stato necessario l’utilizzo di 8.000 Pc  simultaneamente in esecuzione per creare il modello.

La simulazione al computer è iniziata 12 milioni di anni dopo il Big Bang e quando ha raggiungo il presente è stato possibile contare più di 41.000 galassie nel cubo di spazio simulato, con la possibilità anche di ricostruire con precisione le strutture chimiche di cui si compongono le singole galassie.

“Illustris è come una macchina del tempo, possiamo andare avanti e indietro nel tempo a nostro piacimento. Siamo in grado di mettere in pausa la simulazione e ingrandire una singola galassia o un ammasso di galassie per vedere cosa sta realmente accadendo”, afferma Shy Genel, co-autore del progetto.

Fonte: Illustris Project

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