Chiudiamo il cerchio

Scanner

Sono diversi anni – primi in Italia – che ci occupiamo di tecnica di stampa 3D. Dopo i primissimi esperimenti realizzati con la CupCake di MakerBot che acquistammo subito dopo la presentazione alla Maker Faire di San Mateo, quattro anni fa, abbiamo continuato la nostra opera di studio e divulgazione cercando di fornire ai nostri lettori il maggior numero possibile di informazioni – tecniche e commerciali – su questa tecnologia.

Per quanto riguarda il software, ci siamo occupati sia del funzionamento dei programmi utilizzati per disegnare gli oggetti così come dei programmi necessari per la conversione dei file da inviare alla stampante, seguendone ovviamente gli sviluppi e le numerose varianti. Per quanto riguarda l’hardware, abbiamo progettato e messo in produzione una delle più diffuse stampanti 3D a filamento fuso, la 3Drag, di cui ad oggi sono stati venduti oltre 15 mila esemplari.

Di questa macchina abbiamo realizzato numerose varianti ed upgrade, ed altre ne stiamo preparando. Ci siamo anche occupati delle tecniche di stampa e dei materiali che – sempre più numerosi – è possibile stampare con questa tecnologia, dalla gomma al legno, ai materiali solubili utilizzati nei supporti. Abbiamo anche condiviso coi lettori le nostre esperienze relative alle tecniche di stampa e ci siamo occupati della corretta scelta dei parametri, in funzione della stampante utilizzata e dell’oggetto da stampare: il tutto al fine di ottenere la migliore qualità di stampa ed oggetti sempre perfetti (nei limiti della tecnologia utilizzata).

Non sappiamo quanto la nostra opera di divulgazione abbia avuto seguito; qualche interesse deve però aver suscitato dal momento che nel nostro paese sono nate negli ultimi 1-2 anni tantissime attività legate a questa tecnologia, produttive, commerciali e di servizi. A questo punto non ci rimaneva che “chiudere il cerchio”, ovvero realizzare un sistema in grado di catturare le caratteristiche meccaniche di un oggetto, in modo da poterlo poi riprodurre con una stampante 3D, magari a migliaia di chilometri di distanza. In questo caso, infatti, è sufficiente inviare il file digitale per realizzare una sorta di teletrasporto. Questo sistema, noto anche come scanner 3D, può essere realizzato in vari modi ed oltre ad una sezione meccanica comprende anche un software in grado di elaborare i dati forniti dal sensore o dai sensori.

In realtà già in passato ci siamo occupati di questo argomento proponendo uno scanner 3D realizzato con una Kinect: semplice ed economico ma adatto solamente ad oggetti molto grandi.

Quello che proponiamo questo mese è uno scanner per oggetti con dimensioni adatte alle stampanti standard, quindi delle dimensioni di qualche decina di centimetri. Si tratta ovviamente di un primo prototipo, adatto per prendere confidenza con l’hardware ed il software nonché con le tecniche di scansionamento. Un progetto ancora una volta all’avanguardia, così come quello del sistema di riconoscimento dei volti realizzato con una board Raspberry Pi. Insomma, ancora tanti argomenti interessanti e tantissima tecnologia da fruire durante le vostre vacanze al mare o ai monti e da mettere in pratica al vostro ritorno a settembre.

Buona lettura e buone vacanze!

Arsenio Spadoni

Journalist, ElettronicaIn Publisher & Founder, Futura Elettronica Founder,

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