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Acqua potabile nei villaggi indiani grazie all’energia solare


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In India il 60% dell’acqua che si trova in profondità ha una base salata ed è dunque attualmente non potabile e in virtù dell’assenza di una rete elettrica in alcune aree della nazione, è impossibile anche mettere in funzione impianti di desalinizzazione ad osmosi.

In tale contesto l’analisi dei ricercatori del Mit pone in evidenza come sia invece possibile realizzare una tecnologia di dissalazione differente, chiamata elettrodialisi, alimentata dai pannelli solari e da un sistema di batterie che immagazzinano l’energia prodotta che può essere in grado di fornire acqua pulita, potabile, sufficiente per soddisfare i bisogni di un villaggio abitato anche da 5.000 persone. L’elettrodialisi funziona facendo passare un flusso d’acqua tra due elettrodi con cariche opposte. Poiché il sale disciolto in acqua è costituito da ioni positivi e negativi, gli elettrodi attirano gli ioni presenti nell’acqua e le membrane separano il flusso di acqua dolce da quello maggiormente salato.

I ricercatori hanno spiegato come sia vitale individuare soluzioni ottimali per risolvere problemi come quelli della presenza di soluzioni saline nelle acque sotterranee, operando attraverso un accurato lavoro investigativo, effettuando anche ricerche sul campo in India, che hanno dimostrato come l’elettrodialisi possa essere la soluzione ad hoc per purificare le acque.

Infatti nel Paese si registrano livelli relativamente bassi di salinità delle acque, che vanno da 500 a 3.000 milligrammi per litro. Tali acque moderatamente salate non sono direttamente tossiche, ma possono avere effetti negativi a lungo termine sulla salute e il loro sapore sgradevole può spingere le persone a bere acque ancora più sporche e pericolose. La ricerca è stata finanziata dalla Jain Irrigation Systems, una società indiana che costruisce e installa sistemi di energia solare ed è stata sponsorizzato dal Centro Tata per la Tecnologia e Design presso il Mit.

Fonte: MIT

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