Telefonini carichi più a lungo con il grafene


Grafene-420x300 Telefonini carichi più a lungo con il grafene

Ricaricare telefonini, tablet o pc, potrebbe non essere più un problema, grazie all’innovazione made in Italy, che consente di sfruttare al meglio tutte le capacità del grafene.

La tecnica, pubblicata sulla rivista Nature Communications e ideata dal team di Alessandro Baraldi, docente di Fisica della Materia dell’Università di Trieste e responsabile del Laboratorio di Scienze delle Superfici del centro Elettra Sincrotrone Trieste, sfrutta le eccezionali capacità del grafene di trasportare gli elettroni a temperatura ambiente e con essi la corrente elettrica.

“Ciò però finora avviene quando il grafene si trova ‘da solo’ e non è stato ancora possibile combinarlo con alcun materiale senza danneggiarlo o renderlo meno efficiente. Tra l’altro il grafene verrà sempre più impiegato nei dispositivi elettronici, dove le sue peculiarità vengono degradate nel momento del trasferimento delle superfici dei metalli sui quali viene cresciuto alle superfici dei materiali ai quali deve essere abbinato”, denota Baraldi.

Però, grazie all’idea dei ricercatori di Trieste tale problema potrebbe essere a breve risolto facendo crescere il grafene sulla superficie di una lega di nickel-alluminio e ossidando poi in modo selettivo gli atomi di alluminio posti al di sotto del grafene fino a formare uno strato dello spessore di circa 2 milionesimi di millimetro di ossido di alluminio, tali da ripristinare le proprietà elettroniche che rendono unico il grafene nel suo stato isolato. Così si è riusciti ad ottenere un grafene di qualità elevatissima che poggia su uno strato sottilissimo di ossido e ciò costituisce la combinazione ideale per l’uso nei dispositivi elettronici. Hanno partecipato allo studio anche il Cnr e istituti di ricerca di Regno Unito,  Danimarca e Spagna.

Fonte: Nature

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