Materia e antimateria: le ultime scoperte presentate a Ginevra


working-together-cern-420x223 Materia e antimateria: le ultime scoperte presentate a Ginevra

I più importanti fisici teorici del pianeta sono al lavoro per cercare di comprendere la composizione effettiva dell’universo, focalizzando l’attenzione sulle interazioni che si verificano tra materia e antimateria.

A tal riguardo il team di scienziati della Syracuse University di New York guidato dal professor Stone si è concentrato sullo studio di una particella, il mesone Bs, composta allo stesso tempo da un quark e da un antiquark, uniti in un’interazione molto forte. Un quark è un particella dura che si accompagna ad un protone e ad un neutrone, formando un adrone.

Capire le proprietà del mesone Bs può far luce sul saldo tra materia e antimateria presente nell’Universo e ciò rappresenta una delle sfide più affascinanti per la fisica delle particelle. Gli scienziati ritengono che 14 miliardi di anni fa si formarono quantità uguali di materia e antimateria, ma con il raffreddamento e l’ampliamento dell’universo l’antimateria sarebbe via via scomparsa dopo il Big Bang lasciando il campo alla materia.

In un recentissimo workshop tenutosi presso il Cern di Ginevra, il team di Stone è stato in grado di svelare nuove conclusioni sul mesone Bs costringendo i fisici a restringere il campo di applicazione degli studi sui movimenti della particella.

In sostanza le oscillazioni tra mesone e antimesone Bs è stato riscontrato come rientrino correttamente entro il perimetro del modello standard, anche se ciò però non spiega perché nell’universo ci sia più materia che antimateria. Invero tale risultato rappresenta comunque un progresso nello studio della fisica delle particelle, come evidenziato dal team di Stone, che spingerà i ricercatori ad approfondire ulteriormente gli studi in tale campo.

Fonte: Syracuse University

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