Falcon9 & Dragon, lancio riuscito, recupero fallito

DragonCRS6

La nuova missione spaziale che ha lo scopo di rifornire la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) con materiale destinato a nuovi esperimenti, dopo il rinvio di 24 ore a causa delle avverse condizioni meteo, è partita regolarmente alle ore 22:10 del 14 aprile dalla base di Cape Canaveral in Florida. Il razzo vettore Falcon 9 ha lasciato nell’orbita corretta la navetta Dragon che col suo carico di circa 2 tonnellate è ora in viaggio verso la ISS che raggiungerà venerdì 17.  Si tratta del sesto lancio con il vettore Falcon 9 di SpaceX, la società americana che ha firmato un accordo con la NASA per l’invio di rifornimenti alla ISS per almeno 12 missioni.

Anche questa volta è stato tentato il recupero del razzo vettore Falcon 9, che nei programmi dell’azienda Space X guidata da Elon Musk, dovrebbe essere riutilizzato per altri lanci.

Traiettoria_rientro

Purtroppo anche in questo caso, pur centrando l’apposita piattaforma che lo attendeva al largo delle coste americane, all’ultimo momento il vettore si è rovesciato e ha preso fuoco.

Piattaforma_SpaceX

Rispetto ai tentativi precedenti, grazie anche alla nuova piattaforma molto più stabile, tutto è filato liscio fino a pochi istanti prima della conclusione del tentativo quando il razzo non è riuscito a fermarsi in posizione verticale.

In questo video le fasi cruciali del tentativo di recupero:

Tornando alla capsula Dragon, questa resterà agganciata alla ISS per circa 5 settimane e fornirà agli astronauti il materiale necessario per gli ultimi tre esperimenti della missione Futura.

Nel dettaglio, oltre al materiale di supporto per gli astronauti, i tre preziosi payload per Samantha Cristoforetti sono: Cell Shape and Expression (Cytospace), ISSpresso e Nanoparticles and Osteoporosis (NATO).

Questo ultimo carico è particolarmente importante – ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – perché arriva quasi a coronamento della missione Futura e porta sulla ISS tre esperimenti molto significativi che confermano il ruolo leader del nostro paese anche nella ricerca in condizioni di microgravità. Esperimenti che impegneranno la nostra Samantha in questo mese di lavoro che avrà ancora davanti a sé sulla Stazione, prima del rientro a Terra e da cui ci aspettiamo ricadute importanti”.

Con il supporto del collega Terry Virts della NASA, sarà proprio la Cristoforetti ad azionare e manovrare dalla Cupola il braccio robotico di quasi 18 metri della Stazione per raggiungere e “catturare” Dragon al momento dell’arrivo, il 17 aprile. I tre esperimenti a bordo di Dragon andranno a completare il piano di ricerca per la missione Futura, attività che ha tenuto impegnata Samantha fin dai primissimi giorni di permanenza sulla Stazione Spaziale.

Il primo, Cell Shape and Expression (Cytospace) è un esperimento di biologia che ha l’obiettivo di definire un modello in grado di descrivere l’influenza del fattore fisico microgravità sull’espressione genica, influenza che si esercita attraverso la modificazione della forma cellulare.

Il secondo è ISSpresso: un complesso esperimento di fisica dei fluidi che impiega un dimostratore tecnologico estremamente sofisticato per validare un sistema in grado di garantire la difficile gestione in un ambiente spaziale di liquidi ad alta pressione e alta temperatura.

Il terzo esperimento, Nanoparticles and Osteoporosis (NATO) riguarda la ricerca sull’osteoporosi, una malattia scheletrica multifattoriale che può essere correlata a diversi fattori di rischio.

La permanenza di Dragon sulla ISS durerà circa cinque settimane subito dopo la capsula si sgancerà dal modulo Harmony per tornare a Terra con un carico di materiali dell’equipaggio, hardware ed esperimenti scientifici.

www.asi.it

 

 

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