Linux Light Bulb, le lampadine a LED per l’Internet of Things

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L’utilizzo della luce visibile per diffondere il segnale Internet non è certo una novità, se ne parla da tempo e molti team sono al lavoro per cercare di trasformare questa idea in realtà.

Un po’ diverso è l’approccio dei ricercatori di Disney Research e dell’ETH di Zurigo che stanno cercando di utilizzare questa tecnologia per l’Internet of Things.

I ricercatori stanno lavorando ad un nuovo protocollo – chiamato Linux Light Bulb – da utilizzare per gadget e giocattoli che non necessitano di una canonica connessione Wi-Fi o wireless. Questa tecnologia, chiamata Visible Light Communication (VLC), consente alle lampadine a LED presenti in una stanza di comunicare tra loro e con altri dispositivi quali giocattoli, gadget e sistemi indossabili.

La rete non può che funzionare tramite IP (Internet Protocol) e lo studio analizza come lo stack IP e altri protocolli di rete possono essere ospitati su dispositivi VLC basati su Linux.

Secondo Stefan Mangold, uno dei ricercatori, “La comunicazione con la luce consente di creare un rete IoT con dispositivi di consumo che sono dotate di LED e che possono essere trasformati in nodi di comunicazione interattiva. Non sto parlando solo di sensori, smartphone ed elettrodomestici, ma anche di giocattoli che dispongono di LED, creando una Internet dei giocattoli in cui questi ultimi possono essere controllati, programmati e attivati da remoto.”

Il layer di collegamento VLC per Linux consiste in un modulo driver di rete VLC sopra il layer Fisico (PHY) e il VLC MAC (Media Access Control). Il driver di rete fornisce le interfacce necessarie per accoppiare i protocolli di rete IP col layer VLC. Le prestazioni e l’interazione tra driver di rete e gli strati MAC e PHY vengono analizzati e valutati in differenti scenari e topologie di rete. I risultati dello studio confermano che lo stack IP selezionato e i protocolli VLC messi a punto sono sufficientemente flessibili per poter interoperare.

www.disneyresearch.com

 

 

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