Anche BAE Systems punta su SABRE, la tecnologia che potrebbe rivoluzionare il volo spaziale


SABRE_Intro-420x300 Anche BAE Systems punta su SABRE, la tecnologia che potrebbe rivoluzionare il volo spaziale

Un motore per molti versi rivoluzionario, in grado di far decollare da una comune pista velivoli speciali, portarli nello Spazio a velocità ipersonica (superiore a Mach 5) e farli tornare sulla Terra per essere riutilizzati. Qualcosa che ricorda il glorioso Shuttle della NASA, ma declinato in una versione per tanti aspetti molto più evoluta.

È la scommessa che da tempo la società Reaction Engines Ltd. ha fatto sul SABRE (Synergistic Air-Breathing Rocket Engine) e sulla quale adesso ha puntato il colosso britannico BAE Systems, il secondo gruppo mondiale dell’aerospazio-difesa, il primo in Europa, che ha acquistato il 20% di Reaction Engines Ltd, diventando così un investitore strategico in una tecnologia che potrebbe trasformare il settore aerospaziale: il motore a ciclo ibrido SABRE.

Sviluppato originariamente trenta anni fa da un ingegnere della Rolls Royce dal nome evocativo (Alan Bond) e da due suoi partner, la tecnologia SABRE ha già brillantemente superato le valutazioni tecniche della US Air Force e dell’ESA.

Il progetto prevede che un velivolo fornito di questo motore possa decollare da una qualsiasi pista per poi accelerare fino a superare il muro ipersonico di 5 Mach, per poi modificare il suo assetto nella modalità “razzo”  raggiungendo l’orbita designata e quindi  rientrare con il processo opposto.

SABRE01-420x227 Anche BAE Systems punta su SABRE, la tecnologia che potrebbe rivoluzionare il volo spaziale

Il sistema propulsivo opera nella prima fase di ascesa in (sub)orbita come esoreattore e poi come endoreattore.  Reaction Engines ha chiamato questo velivolo “SKYLON”.

L’aspetto più innovativo riguarda l’impiego dell’ossigeno dell’aria per realizzare la combustione con l’idrogeno caricato a bordo, rendendo obsoleti i giganteschi tank di ossigeno liquido che appesantivano lo Shuttle o ogni altro razzo che usa la reazione ossigeno/idrogeno.

Il concetto del sistema ibrido esoreattore (motore a getto di un aereo) ed endoreattore (motore a reazione di un razzo) è semplicemente geniale” commenta  Alessandro Gabrielli, responsabile dell’Unità Lanciatori, Trasporto Spaziale e programma Prora all’ASI.

I materiali altamente performanti  in termini di leggerezza, resistenza alle sollecitazioni meccaniche e aero-termodinamiche”  spiega ancora Gabrielli “nonché le tecnologie di raffreddamento dello scambiatore di calore hanno raggiunto una maturità ragguardevole, ma la prova del 9 non potrà che essere il primo volo di collaudo che si auspica effettuarsi entro il prossimo decennio”.

Il primo test con un velivolo privo di equipaggio è previsto per il 2025.

www.asi.it

 

 

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