La soluzione made in Italy per depurare l’acqua con il grafene


grafew-420x260 La soluzione made in Italy per depurare l’acqua con il grafene

Un altro passo avanti per gestire le emergenze ambientali con il grafene G+: Directa Plus, azienda tecnologica con sede a Lomazzo (Co), tra i principali produttori di nanomateriali a base di grafene al mondo, ha presentato le prime tre Grafysorber Mobile Decontamination Unit.

Si tratta di fatto di container che hanno al loro interno un macchinario in grado di produrre il grafene necessario per depurare le acque contaminate direttamente sul luogo di un’emergenza ambientale. “Un grande passo avanti per decontaminare le acque in modo tempestivo e efficace, che oltretutto permette di abbattere i costi di trasporto del grafene G+ richiesto per l’intervento. Grazie alla Grafysorber Mobile Decontamination Unit siamo in grado di essere velocemente sul luogo dell’emergenza con una soluzione davvero risolutiva”, spiega Giulio Cesareo, CEO di Directa Plus.

Grafysorber™ – questo il nome del prodotto a base di grafene utilizzato per decontaminare le acque dagli idrocarburi – è brevettato e approvato dal Ministero dell’Ambiente, ed è già stato sperimentato con successo in Italia e all’estero. Grazie alle peculiari caratteristiche del grafene di cui è composto performa almeno cinque volte più degli altri prodotti attualmente utilizzati in questi casi. Si tratta di un prodotto ecosostenibile sotto diversi aspetti: infatti consente di recuperare e riciclare gli oli adsorbiti; è esso stesso riciclabile; è costituito da un materiale naturale e non contiene sostanze tossiche. La possibilità di produrlo direttamente in loco e nella quantità necessaria rende il suo utilizzo ancora più semplice ed economico.

Le tre unità mobili prodotte sono state realizzate per Biocart, azienda italiana specializzata in soluzioni ambientali di nuova generazione. “L’incontro con Biocart è stato per noi lo stimolo per passare velocemente da un progetto alla sua concretizzazione. Fin da quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto GEnIuS (Graphene Eco-Innovative Sorbent), che ha portato al lancio di Grafysorber, avevamo in mente di mettere a punto una soluzione per produrre il materiale dove e quando serve. L’esigenza di Biocart, che ha creduto nel valore di quest’idea fin da subito, ci ha permesso di arrivare oggi, in tempi davvero brevi, a presentare le prime unità prodotte – sottolinea Cesareo – Peraltro si tratta di un progetto che ha tutte le caratteristiche per essere replicabile, e contiamo di produrre presto altre unità che ci permetteranno di essere pronti ad intervenire nelle emergenze in modo rapido e altamente efficace”, conclude Cesareo.

Fonte: Grafysorber Mobile Decontamination Unit

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