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PULPino, microprocessore open source targato Unibo


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Dai braccialetti elettronici agli abiti “smart”, fino a sistemi di realtà aumentata: permetterà di rendere accessibile la realizzazione a basso costo di microcontrollori ad elevate prestazioni.

Dopo Linux e il software libero arriva anche l’hardware open source, e l’Università di Bologna si posiziona tra gli attori centrali di questa nuova sfida con PULPino, il primo sistema microprocessore sviluppato interamente in Europa basato su architettura RISC-V.

Nato dal laboratorio Energy Efficient Embedded Systems (EEES) dell’Alma Mater, in collaborazione con l’Integrated Systems Laboratory (IIS) del Politecnico di Zurigo, PULPino si inserisce nella terza generazione dell’open source e mira a rendere accessibile ad una vasta comunità di utenti la realizzazione a basso costo di microcontrollori ad elevate prestazioni.

Per fare cosa? Le possibilità sono innumerevoli: applicazioni indossabili, come braccialetti elettronici e abiti “smart, capaci di acquisire ed analizzare battito cardiaco, contrazioni muscolari e movimenti e monitorare così in tempo reale lo stato fisico dell’utente, oppure applicazioni in ambito di comunicazione “da macchina a macchina”, la cosiddetta “Internet of Things”, o ancora interfacce uomo-macchina intelligenti portabili o indossabili, come comandi vocali o gestuali, oppure sistemi di realtà aumentata.

www.magazine.unibo.it/

 

 

Un pensiero riguardo “PULPino, microprocessore open source targato Unibo

  • 12/04/2016 in 10:33
    Permalink

    Spesso non si menziona che queste realizzazioni potrebbero avere utili applicazioni anche nel campo della automazione industriale.
    Mi è venuto in mente riguardo ai dispositivi indossabili e comandi vocali e gestuali: potrebbero portare ad applicazioni nella sorveglianza e controllo remoto di impianti, semplificando la vita ai vari operatori e gestori.
    Saluti MM

    Risposta

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