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N. 237 – Luglio/Agosto 2019

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Acquistabile on-line all'uscita in edicola del numero 238.

Lunga vita ai Maker

In fondo i maker sono sempre esistiti e sempre esisteranno.

Ha avuto grande risonanza tra la comunità dei maker la notizia della chiusura di Maker Media, la società guidata da Dale Dougherty che pubblica la rivista Make e che organizza le due più importanti Maker Faire americane, quella storica della Bay Area e quella di New York. Gravi problemi di natura finanziaria hanno costretto Dale Dougherty a licenziare i 22 dipendenti e a sospendere la pubblicazione di Make Magazine.

La crisi sembra sia stata innescata dalla mancanza di sponsor per quanto riguarda le manifestazioni, e dagli alti costi di produzione della rivista.
Una situazione che gli addetti ai lavori conoscevano già, dopo che due anni fa la Maker Faire californiana aveva rischiato di saltare per mancanza di sponsor.
Certo, da un’ottica prettamente italiana qualcuno si domanda come si fa ad essere in crisi con ben 125 mila abbonamenti paganti e con un biglietto d’ingresso alle fiere di 30 dollari (più 25 di parcheggio). Evidentemente i costi delle “attrazioni” americane non sono così a buon mercato.

E adesso? Che ne sarà del Maker Movement di cui Dave era il portabandiera? E delle Maker Faire sparse in tutto il mondo? Diciamo subito che per quanto riguarda le altre Maker Faire (pensiamo soprattutto a quella di Roma in programma in autunno) sicuramente non ci sarà alcuna ripercussione: queste manifestazioni si sostengono con i finanziamenti di sponsor locali e non ricevono alcun contributo da parte di Maker Media. Casomai è vero il contrario.

Per quanto riguarda il movimento dei maker, siamo certi che in qualche modo Dave Dougherty riprenderà in mano le redini della situazione, continuando ad alimentare un fenomeno culturale che si è diffuso rapidamente in tutto il mondo e che è stato favorito dalla disponibilità di tecnologie sempre più semplici, più a buon mercato e, soprattutto, completamente “aperte”, sia nell’hardware che nel software.

Un movimento che trova nelle community open-source come quella di Arduino e nella Fondazione Raspberry Pi quella sponda tecnologica per avvicinare all’elettronica, alla programmazione e all’innovazione, nonni e nipoti.

Anche se i maker sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Chiamateli inventori, innovatori, hobbysti, artigiani o imprenditori: Steve Jobs, Dave Packard, Bill Hewlett e tanti altri come loro, in fondo, non erano altro che dei maker.  In ogni caso, un po’ ci mancherà l’odore degli hamburger con la cipolla o il sapore della paella di Gerard’s della Maker Faire Bay Area.

Arsenio Spadoni

 

Sommario

Domotica per tutti
Realizziamo applicazioni di controllo all’interno di edifici mediante una piattaforma basata sull’hardware di Raspberry Pi. Prima puntata.
ON AIR per radio shack
Realizziamo un’insegna luminosa radioamatoriale che si accende quando l’apparato RTX va in trasmissione, segnalandoci che siamo “in onda”.
 Maduino e Thingsboard
Acquisiamo dati remoti da periferiche IoT dotate di connettività GPRS e localizzazione satellitare e pubblichiamoli nel cloud.
 Driver per motori BLDC
Realizziamo un ESC per i brushless con architettura open, MOSFET di potenza e gestione basata su microcontrollore Atmel.
Motorfish: lo stepper non sbaglia un passo
Descriviamo il firmware del controller a retroazione per motore passo-passo e testiamolo sulla stampante 3D. Seconda e ultima puntata.
Power Meter RF
Realizziamo un ottimo misuratore di potenza dei segnali radio impiegabile sia al banco che sul campo.
Prima puntata.
Caricabatterie LiPo
Completo caricatore in formato breakout board basato sull’integrato BQ76920, in grado di gestire da 3 a 5 celle.
Dimmer AC con Arduino
Realizziamo un parzializzatore d’onda modulare che può funzionare sia in circuiti a corrente alternata che in dispositivi a sinusoide raddrizzata a singola semionda.
FAXMATIC
Emuliamo il vecchio e caro Fax su una Raspberry Pi appoggiandoci, per la ricetrasmissione, a un modem PSTN e a un server web.
Il mondo dell’Internet of Things
Si parla tanto di Internet delle Cose, dei settori di impiego e dell’impatto sull’industria; proviamo a spiegare di cosa si tratta, facendo il punto sullo stato attuale e sugli scenari futuri che delinea.
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