N. 185 – Aprile 2014

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Startup e pizzerie
Ormai abbiamo raggiunto quota 2.000. Tante sono le startup italiane censite dalle Camere di Commercio, un numero che cresce in maniera esponenziale e che lascia, secondo i più, ben sperare per il futuro dell’economia italiana. Secondo altri, invece, è tutta “fuffa”. Sono le parole con le quali Flavio Briatore si è rivolto agli studenti della Bocconi in un recente incontro: “Per voi non ci sono opportunità, procuratevi un lavoro normale. Se fallisce una pizzeria almeno vi mangiate una pizza, se fallisce la startup non vi rimane neppure quello”. In altre parole, secondo Briatore, tutto il clamore mediatico che accompagna questo nuovo modo di creare imprese, specialmente imprese innovative, non ha motivo di esistere.

Da un certo punto di vista Briatore ha ragione: le probabilità di successo che ha una nuova azienda che intende lanciare un prodotto innovativo in un mercato difficile e competitivo come quello attuale sono veramente poche, per cui è meglio trovarsi un buon posto in qualche solida azienda (la pizzeria è una metafora) piuttosto che rischiare di fallire miseramente e rimanere con un pugno di mosche in mano. D’altra parte la rete di organizzazioni pubbliche e private, venture capitalist, poli tecnologici e incubatori d’impresa che si prendono cura di molte startup, almeno di quelle già finanziate, garantiscono che la nuova impresa possa fruire di quelle competenze organizzative e quel sostegno finanziario di cui, di solito, chi avvia un’impresa non dispone. Un modo, dunque, più serio di affrontare i primi passi di una nuova impresa, che evita fallimenti dovuti non alla bontà dell’idea di base ma alla mancanza di quegli altri elementi (capitale, marketing, conoscenza del mercato, ecc.) necessari affinché un’azienda abbia successo.

E proprio per ridurre al minimo il numero dei fallimenti, riuscire a farsi finanziare una startup è durissimo: l’idea proposta deve avere basi solidissime e le competenze di chi la propone debbono essere altrettanto solide. In altre parole non basta avere un’“idea geniale”: è necessario anche dimostrare di avere le competenze necessarie per sostenere la nuova iniziativa. Da questo punto di vista non possiamo che ribadire quanto scritto nell’editoriale del mese scorso: continuare a studiare per cercare di migliorare le proprie competenze, nel tentativo di rimanere tra quelli che non verranno sostituiti da un computer o da un processo informatico o, come nel caso di avvio di una startup, far sì che la propria intuizione venga finanziata e accompagnata al successo. In quest’ottica, come facciamo ogni mese, anche in questo fascicolo cerchiamo di proporvi temi e progetti sempre più interessanti per aiutarvi a migliorare le vostre competenze. Buona lettura.

Arsenio Spadoni

Sommario

  • Camera Pi: il senso della vista per Raspberry Pi
    Iniziamo una serie di articoli dedicati all’approfondimento della visione computerizzata utilizzando la nostra scheda Rasperry Pi tuttofare, e la videocamera dedicata Camera Pi, della quale presentiamo le caratteristiche.
  • Arduino come un PLC
    Dotata di apposite interfacce di I/O con opportune protezioni, Arduino può diventare un controllore programmabile.
  • Ricevitore FM con lettore mp3
    Ricevitore FM con presa USB per acquisire e riprodurre brani in formato mp3 memorizzati su Pen Drive; le ridotte dimensioni consentono il montaggio in auto.
  • 3D Printing Contest: i vincitori
    Il gran giorno è arrivato: il 3D Printing Contest è terminato ed è giunto il momento di raccontarvi com’è andata, chi ha vinto e perché.
  • myKIT, misura di illuminamento con fotoresistenza
    Un altro esperimento con LabVIEW e myDAQ: questo mese realizziamo un software in grado di misurare il valore di una fotoresistenza in funzione del livello di illuminazione. Un esercizio che sarà molto utile per quanti, successivamente, dovranno realizzare applicazioni in questo campo.
  • Miglioriamo le funzioni GSM di TiDiGino
    Con poche modifiche, applichiamo la libreria di gestione del GSM/GPRS & GPS shield Arduino al nostro telecontrollo open source TiDiGino, così da poter gestire nel modo ottimale le funzionalità del modulo cellulare SIM900.
  • Raspberry Pi diventa un trasmettitore FM
    Arricchiamo la radio Internet incentrata su Raspberry Pi con lo shield che la trasforma in trasmittente in FM dalle caratteristiche decisamente professionali.
  • Linduino: un Arduino per applicazioni professionali
    Linear Technology ha sviluppato un clone di Arduino per applicazioni basate sui propri componenti: scopriamolo. Linduino: un Arduino per applicazioni professionali.
  • RoboCup Jr: il dominio del triveneto
    Le squadre del Veneto e del Trentino fanno incetta di premi nell’edizione 2014 della RoboCup Jr che si è svolta a Pontedera a cura dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.
  • Guidare auto più intelligenti
    La strumentazione grafica adattativa – sensibile al contesto e sempre più presente in auto di fascia media – rappresenta un ottimo sistema per gestire e presentare le informazioni al conducente aiutandolo a migliorare la sicurezza di guida.
  • Interfaccia per allarme multisensore
    Legge lo stato del sensore e lo comunica via RS485 ad una centrale d’allarme tecnologico o ad un computer interfacciato ad essa. Supporta sensori di gas, distanza, temperatura, ma anche contatti e potenziometri.
  • Conoscere e usare KiCad
    Proseguiamo la conoscenza di KiCad, il CAD elettronico open source che permette di coprire l’intero ciclo di sviluppo di una scheda elettronica. Descriviamo l’uso di Eeschema, l’editor di schemi elettrici integrato in KiCad, e impariamo a usare l’editor di componenti. Seconda Puntata.
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